martedì 18 febbraio 2014

Lepiùstraneinterviste: Grazia Gironella

Eccoci qui, a stranintervistare questa volta l'autrice del manuale "Per scrivere bisogna sporcarsi le mani" e di molti altri racconti e romanzi, Grazia Gironella.


 
Trovate i suoi libri anche qui


Ciao. Cominciamo con una domanda facile facile, tanto per rompere il ghiaccio: ma tu chi sei, veramente?
Proprio facile facile, sì… comunque ti posso rispondere perché mi capita spesso di pensarci: sono una persona in cammino. Il resto sinceramente mi sembra secondario.
Raccontaci adesso un tuo autentico trauma infantile in non più di 350 battute. E senza metterti a piangere.
Ho sempre amato gli animali e desideravo un cane con tutte le mie forze. Un giorno mia madre mi fece un agnellino bianco di peluche che diventò subito il mio compagno preferito, in mancanza di altro. Pochi giorni dopo lo portai a scuola e un mio compagno ci rovesciò sopra una boccetta di china nera. Piansi per giorni, ma lo ucciderei ancora adesso.
Capisco bene come ti sentivi. Una mia zia, a cui malgrado tutto voglio ancora bene, ruppe la mia bambola parlante (che ai miei tempi pre-tecnologici era cosa stravagante e costosa) il giorno stesso in cui mi era stata regalata. Altro che ucciderla, avrei voluto...Ma ora dicci la cosa più cretina che hai fatto per amore (di una persona, di un ideale, di te stessa).
Sono una persona poco amante dei gesti eclatanti, ma anche la sorte mi ha aiutata; ogni volta che sono stata sul punto di fare qualcosa di cretino, un po’ il mio carattere e un po’ gli eventi me lo hanno impedito. Quando a Bologna venne quasi un metro di neve e bloccò la città (avevo quindici anni allora), io ero pronta a rispettare l’appuntamento con il ragazzo con cui avevo iniziato una storia il giorno prima, a costo di noleggiare una slitta e una muta di husky; ma alla fine fu lui a venire da me, impiegandoci qualcosa come tre ore a piedi. Oppure quella volta in Germania: avevo perso la testa per un ragazzo americano, e se mi avesse chiesto di andare con lui credo che sarei partita senza nemmeno avvisare i miei genitori. Come è finita? Beh, non me lo ha chiesto…
Donnina  romantica! Allora descrivici l’uomo/la donna dei tuoi sogni, quello/a, per capirci, con cui, se lo/la incontrassi davvero, non avresti mai il coraggio di attaccare bottone.
Può sembrare strano, ma non ho mai avuto qualcosa come un uomo ideale, e nemmeno un attore/cantante su cui sospirare. Se dovessi tratteggiare un identikit a tavolino, immagino che il risultato sarebbe un incrocio tra Viggo Mortensen (l’Aragorn de “Il Signore degli Anelli”) e Keanu Reeves, ma non avrebbe nessun valore. Un sacco di volte mi sono trovata a fantasticare su qualcuno che avevo a priori scartato come non papabile.
Ora dall'amore passiamo alla letteratura. Sei scrittrice. Qual è la tua opera preferita, quella che nel segreto del tuo cuore vorresti tutti leggessero per potersi innamorare di te?
La mia opera preferita devo ancora scriverla, o almeno spero. “Due vite possono bastare”, però, mi piace molto. Secondo me se ne potrebbe trarre un bel film. Tra i racconti, invece, quello più caro al mio cuore è “La terra negata”. Dopo quattro anni e molteplici letture ancora riesce a commuovermi. In fondo ho la sensazione che mi sia stato dettato da qualcuno (che ringrazio caldamente, chiunque e ovunque sia).  
Sei scrittrice, ma anche donna di mondo. Qual è la cosa più fetente che hai scritto, e magari pure pubblicato? Quella per cui ancora ti sputi in un occhio tutte le mattine, guardandoti allo specchio? Se ti vergogni troppo puoi dire anche: “Nessuna”, tanto non ci crediamo nemmeno se giuri.
Sopporterò stoicamente l’incredulità: non c’è un mio lavoro che mi faccia proprio vergognare. Magari il mio primo fantasy mi fa sorridere, certi racconti non sono riusciti bene e li ho messi da parte senza tentare di recuperarli, ma non c’è niente di mio che mi faccia completamente, irrimediabilmente schifo. Eppure sono una perfezionista. Spero di essere costituzionalmente incapace di scrivere cose fetenti.  Quanto alla pubblicazione, mi sembra che qualunque autore rischi più di non vedere pubblicato un suo buon lavoro che non di vedere pubblicata una sua schifezza.
Alcune delle mie letture ti danno torto, sull'ultima affermazione, purtroppo: ne ho lette parecchie, di cose fetenti e pubblicate...in effetti però nessuna era tua! Ma dicci: oltre a fare la scrittrice, fai anche qualcosa di utile nella vita? Non è sufficiente rispondere “sì”, devi anche dire cosa e avere le prove.
Allora sono esonerata dall’esibire prove, perché non faccio niente di utile nella vita oltre a scrivere. Ho lasciato il mio lavoro all’aeroporto di Bologna cinque anni fa, quando mi sono trasferita in Friuli, e non me ne sono mai pentita. È davvero un grande privilegio potere disporre del mio tempo e dedicarmi a ciò che amo. Comunque faccio la mamma, la moglie e l’essere umano, tutto contemporaneamente. Non mi sembra un’impresa da poco! 

Fare la mamma, la moglie e soprattutto l'essere umano, di questi tempi, sono cose più che utili, preziose! Ma passiamo alla tua domandona-a-sorpresa-personalizzata: so che ami molto gli animali. Cosa pensi del loro utilizzo per la sperimentazione di farmaci?

Sento da sempre una forte sintonia con il mondo animale, tanto che ho spesso pensato di essere stata una bestiola in qualche vita precedente. Ho sempre odiato la caccia e le pellicce, e vedere qualcuno maltrattare il suo cane rischia di mandarmi in tilt. Tutto sommato però ho sempre convissuto abbastanza bene con la mia alimentazione onnivora, magari rattristandomi per l'agnello a Pasqua, senza pormi troppi problemi. Leggere "Se niente importa" di Foer (l'autore di "Ogni cosa è illuminata") è stato uno shock. Adesso che ho scoperto in quali condizioni vivano e muoiano gli animali negli allevamenti intensivi, lontani dai nostri occhi, l'ignoranza che mi rendeva la vita facile se n'è andata e rifletto di più su ciò che faccio. Spero d'ora in poi di riuscire a fare qualcosa per diffondere la conoscenza di queste situazioni, che secondo me restano ancora poco note. Ecco, mi piacerebbe diventare famosa anche per essere una buona cassa di risonanza. Sulla sperimentazione dei farmaci però mi sento ancora troppo ignorante per avere una vera opinione. Sono necessari, inutili, almeno in parte irrinunciabili? Sinceramente non lo so. Di sicuro gli abusi abituali sugli animali fanno parte di un'ottica distorta che nel suo mettere l'uomo al primo posto, sempre e comunque, non solo causa sofferenze inutili o parzialmente inutili oggi, ma impedisce anche lo sviluppo di metodi di sperimentazione eticamente corretti per il prossimo futuro.

Mi trovo assolutamente d'accordo con te, la tua mi sembra una posizione compassionevole e insieme razionale. Ma non finisce qui. Sei di destra, di sinistra, di centro, vendi il tuo voto a chi ti fa un favore, sei superiore a queste cose? E soprattutto perché?

Se sono abbastanza aggiornata sulla realtà italiana ed estera lo devo a mio marito Paolo; lasciata a me stessa tenderei a isolarmi dal contesto, non perché mi senta superiore ma perché la mia attenzione vola per natura in altre direzioni. Non provo alcun interesse per gli schieramenti politici in quanto tali, perciò voto di volta in volta per chi mi sembra avere le idee migliori. Perché? Non vedo un singolo, grande Nemico, quanto piuttosto tanti piccoli nemici che si esprimono nei comportamenti quotidiani delle persone di qualunque tendenza e colore. Il mio sogno è una politica che pensi a fare le scelte giuste dimenticando le contrapposizioni sterili.
Non saprei, le contrapposizioni in politica sono inevitabili e anche giuste, a meno che gli uomini non diventino improvvisamente tutti buoni e generosi. Oppure ci sia un solo partito. Ma sto divagando, torniamo a noi. Adesso finalmente puoi dire quello che vuoi: recitare una tua poesia, parlare delle tue opere, promuovere l’ultima pubblicazione, informarci dei prossimi eventi, uscite, presentazioni, spettacoli. 
Al momento bollono nella mia pentola alcune cose interessanti, su cui preferisco tacere per scaramanzia. Invece ti parlo volentieri di un mio lavoro che amo molto, il manuale di scrittura “Per scrivere bisogna sporcarsi le mani” (Eremon Edizioni, 2011). L’uscita di questo manuale ha suscitato qualche comprensibile perplessità: come fa un’esordiente a scrivere un manuale di scrittura per altri esordienti? In realtà l’approccio del manuale è più quello di uno studente che passa gli appunti ai compagni che non quello dell’insegnante in cattedra, e proprio questo lo rende diverso dagli altri testi sull’argomento. Ricevo molti messaggi  di ringraziamento da parte di persone che hanno acquistato il manuale, ed è una grande soddisfazione pensare di avere dato loro una mano. A chi mi chiede: “perché devo leggere un manuale di scrittura?” rispondo “perché no?” Quando ci si imbarca in un’impresa difficile si fa di tutto per conoscerne ogni aspetto e attrezzarsi al meglio. Perché per la scrittura dovrebbe funzionare diversamente? Comunque è proprio dal manuale che sono nati la pagina FB omonima (http://www.facebook.com/pages/Per-scrivere-bisogna-sporcarsi-le-mani-Grazia-Gironella/217830234958458) e il mio blog ScriverÈVivere (http://www.scriverevivere.blogspot.it), perciò gli sono doppiamente affezionata.
 Grazie per l'intervista e buona fortuna!

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